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  • Immagine del redattoreArianna Vianelli

Spaghetti alla chitarra con agretti e porri con Barone Pizzini Franciacorta Satèn 2008


Si avvicina la Primavera (o almeno lo speriamo) perciò vi propongo una ricetta semplice e dal gusto mediterraneo a base di agretti, ortaggio tipico di questo periodo (lo si trova da marzo a maggio generalmente). Il nome agretto nasce proprio dal loro gusto, un po’ acre e acidulo, ma sono chiamati in molti altri modi, alcuni curiosi: barba dei frati o barba del negus per la loro forma filiforme e lunga che ricorda la per l’appunto quella dei frati; bacicci, ruscano, finocchi di mare e molti altri ancora. Il nome scientifico è Salsola soda: con le ceneri di questi ortaggi, ricche di carbonato di sodio e di potassio, si produceva artigianalmente il vetro tant’è che venivano coltivati nella laguna, a Venezia, per dare la materia prima alle vetrerie della città.

Ma passiamo alla ricetta…

Ingredienti per quattro persone: 350 gr di spaghetti alla chitarra, 300 gr di agretti, 1 porro, 150 gr di pomodorini datterini, olio EVO, sale, pepe e pecorino. 

Preparazione: pulire gli agretti e sbollentarli per 3 minuti, scolarli senza buttare l’acqua e metterli da parte. In una padella mettere un filo d’olio EVO e  far

appassire il porro tagliato a rondelle sottili, aggiungere gli agretti e alcuni pomodorini tagliati a metà, alzare la fiamma e scottare il tutto per un paio di minuti aggiustando di sale e pepe. Nel frattempo, nell’acqua di cottura degli agretti far cuocere la pasta, scolarla al dente e spadellarla con il condimento aggiungendo un po’ di acqua di cottura.

Impiattare aggiungendo il pecorino grattugiato, un filo d’olio crudo e una macinata di pepe.


Per accompagnare questo piatto fresco ma molto gustoso ho scelto un Barone Pizzini Franciacorta Satèn 2008, “naturalmente” biologico come vuole tutta la produzione dell’azienda.  Chardonnay in purezza, con 30 mesi di affinamento sui lieviti. Nel calice si presenta giallo dorato, non troppo intenso, il perlage sottilissimo. Al naso rivela un’evidente mineralità dalla quale spiccano note di pesca e agrume. In bocca è morbido e cremoso, sapido e con una buona acidità. Sul finale torna il sentore di pesca e pan brioche. (www.baronepizzini.it)

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