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  • Immagine del redattoreArianna Vianelli

La Primavera della Valtènesi

Per brindare alla nuova stagione il Consorzio della Valtènesi, una decina di giorni fa, il 19 Marzo, ha organizzato un interessantissimo (e divertente) evento online, volto a scoprire la nuova annata dei vini rosa, in commercio dal 14 Febbraio, e novità legate all'immagine e alla promozione.


L'evento ha coperto "tutte le reti": da YouTube a Instagram (con la collaborazione di Francesco Bonomi e Fabio Gobbi) senza dimenticare Facebook.


La conduzione dell'evento è stata affidata al sommelier Costantino Gabardi, seduto (a debita distanza) dal presidente del Consorzio Alessandro Luzzago e del direttore Carlo Alberto Panont ma non sono mancati interventi a distanza veramente interessanti.


Il via è stato dato dal nuovo video "emozionale" presentato in anteprima.

Guardate qui.




Non amo molto i video istituzionali ma penso che questo minuto e poco più sia un buon mix di Italian Style (che piace molto agli stranieri), poesia (che solo i paesaggi del Lago e della Valtènesi possono regalare così facilmente) e nuance rosa tenue come quello che ci ritroviamo nei calici.


Proprio sul vino vorrei arrivare per poi terminare questo breve racconto (tornerò sulle nuove etichette del Consorzio appena potrò fotografarle personalmente).


Vino frutto di un'annata, la 2020, partita lenta e caratterizzata da un'estate difficile ma con un andamento che ha permesso di raggiungere una maturazione tecnologicamente buona, con alte acidità e un apporto salino importante e che permette a tutta la denominazione una qualità omogenea nonostante l'ampiezza del territorio coinvolto, spiega Panont, direttore del Consorzio. Quest'ultimo sottolinea un'aspetto molto importante: il vino rosa della Valtènesi è il biglietto da visita della zona.


Un nome molto noto nel mondo del vino interviene da remoto con alcune note di degustazione ma non solo. È Marco Sabellico che evidenzia come negli ultimi dieci anni i produttori di questo distretto abbiano lavorato "per essere i primi della classe" riuscendo nel loro intento a quanto pare, dato che, al secondo bicchiere, brinda alla Valtènesi elogiando il terreno e il groppello, uva principale utilizzata per il rosa. Marco sfata in pochi minuti due falsi miti legati ai vini rosati:

i Valtènesi hanno dato dimostrazione di altissima qualità, senza essere meno di rossi e bianchi, tant'è che nella guida è stato inserito un premio speciale per la categoria; i vini rosati non devono essere bevuti per forza freschi o di recente vendemmia, questa zona può dare dei vini longevi e quindi si parla di una grande uva, territorio, vino e "sapere umano" importanti.


E degustando il suo calice di "ventiventi"?

Croccantezza di frutto, masticabilità, complessa succosità.


Ipnotico Lorenzo Ruggeri, giornalista del Gambero Rosso, che parla non solo di uccosità ma anche di "tessitura" e consistenza, fatta di finezza "da bere con il tatto".

Cosa vuol dire? Lo spiega benissimo.

Sono vini sussurrati, dove il tannino del groppello è leggero e difficile da afferrare. Vini soprattutto quelli dell'annata 2020 caratterizzati da una scelta stilistica precisa nella quale si ritrova un'alta un'acidità ma ben integrata, i colori sono più scarichi e i profumi ricordano la scorza d'arancia e una leggera speziatura.


Nei nuovi Valtènesi si percepisce la complessità e, confermando quel che ha detto Sabellico, una grande potenzialità anche negli anni.


Impossibile sintetizzare tutto quando mi sono memorizzata e appuntata ogni singolo intervento della diretta, ma voglio chiudere qui per riservarmi una seconda "puntata" dedicata alle etichette.


Da parte mia faccio i complimenti al Consorzio, agli ospiti e ai collaboratori per l'ottimo risultato dell'evento, che, anche se online, ha tenuto attaccati allo schermo un sacco di persone.


Sarà merito anche del giochino che qualcuno che si è inventato?


Eh sì, durante la diretta, "in sovrimpressione" tre domande sulla denominazione al pubblico. Al VIA tutti hanno potuto inviare le risposte e alle prime 50 (corrette!) sarebbero arrivate le bottiglie con le etichette consortili.


Non invidio chi ha dovuto su più canali spulciare tutto!














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